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le basi religiose
del pensiero di
DAVID HUME

La figura di Hume occupa un posto
di grande rilievo nella filosofia
del Settecento per il suo atteggiamento
scettico relativamente alla conoscenza
e ai concetti ad essa connessi.
Questo atteggiamento ha una
sua profonda base religiosa
e potrebbe esser espressa con la frase:
"Di tutto si deve dubitare, fuorché
di Dio"
Per Hume, infatti, le verità divine,
esposte nelle Sacre Scritture
sono assolute e quindi alla base
di una filosofia che, per quanto laica,
ha fondamento nella fede cristiana.
In un saggio che indaga la cultura
e il pensiero del secolo XVIII, a titolo
L'illuminismo e la rinascita
dell'ateismo filosofico
nell'affrontare situazioni sociali
e problemi culturali prodromici
all' Età dei Lumi e alla ricomparsa
di un pensiero ateistico,
l'autore si sofferma a lungo
sul pensiero di questo filosofo
I fondamenti della sua speculazione
e la sua fede cristiana, per quanto critica
nei confronti delle istituzioni,
emergono qui come quello che
se trascurato, impedisce
una corretta comprensione
del pensiero humiano,
interpretato spesso attraverso
clichés tradizionali semplicistici
Questo saggio, quindi, che non è
dedicato al pensiero religioso nell'Illuminismo,
ma che gli riserva
ampio spazio nel capitolo VII,
che ha per titolo:
L'incertezza dell'essere
e la certezza di Dio
va a porre un nuovo tassello
della storiografia su Hume,
cogliendone la sua profonda fede
e i conseguenti risvolti filosofici.
L'autore del saggio in questione,
Carlo Tamagnone (n. 1937),
è un filosofo italiano che da anni
indaga l'ateismo filosofico
e che che si era già occupato di
ricerca storiografica con
Ateismo filosofico nel mondo antico
pubblicato nel 2005.
Nella presente pagina vengono offerti
alla lettura i §§ 7.1 e 7.2
del capitolo VII della II Parte
(I° volume) dell'opera citata.
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L'incertezza dell'essere
e la certezza di Dio
7.1 Premessa
7.2 David Hume
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12 novembre 2008
bravenet.com